martedì 26 ottobre 2010

VENDEMMIA 2010: ROBERTO BIANCHI, VAL DELLE CORTI, saggezza, coesione , realismo

Non sono qui per parlare di vini buoni o non buoni. Per fortuna le guide se ne sono accorte e gli appassionati  consumatori pure, i vini di Roberto trasmettono qualità e verità. Voglio invece cercare di farvi partecipi dello spirito di comunanza che lega questi produttori di Radda e la loro visione concreta, onestamente spietata nel giudicare un annata "balorda", dove c'è veramente da lottare contro tutto e tutti. Molti di loro sono piccoli,  vicini, non hanno rivalità, sentono il successo di uno come veicolo per il successo di tutto il gruppo di produttori della zona. Quindi collaborazione e scambio di opinioni, di lavoro, di esperienze, più che gelosie.
Ecco qualche pensiero a ruota libera di Roberto Bianchi, subito dopo una piacevole ora di vendemmia passata insieme, prima che la pioggia ci costringesse a ripiegare in cantina. Insieme spalla a spalla a lavorare con Riccardo Lanza che sentiremo dopo. Intanto Roberto:
"L'annata 2010 è un annata difficilissima. Chi riesce a fare selezioni spietate, ha la fortuna di avere appezzamenti ben aereati e alti (Montevertine, Monteraponi e Poggerino, per esempio - ndr) farà delle belle cose. In queste vendemmie si vede chi ha stoffa e chi no, nelle buone annate sono bravi tutti. Adesso bisogna vedere cosa succede nel corso della fermentazione. Un anno sbilanciato fin dall'inizio, fin da maggio, già in fase di allegagione: in alcune zone non ha preso, in altre ha preso male. E' stato tutto in salita e lo è tuttora, visto che siamo sotto la pioggia e fa un freddo becco. Vediamo, riparliamone a svinatura. Non sarà un'annata da macerazioni illitate come ci piace fare qui, bisognerà stringere i tempi perchè in molte viti le bucce hanno già dato. Ci salveremo con le microfermentazioni nelle particelle migliori. Non è un'annata da Riserva, non uscirà la Riserva 2010. Metterò da parte una selezione, in annate come questa reimmetto la selezione per la Riserva sul Chianti Classico base. Meglio fare un Chianti Classico buono che una Riserva non convincente. In generale sospensione di giudizio, bisogna vedere cosa succede, una delle annate più difficili delle ultime dieci (Michele Braganti la paragona al 2008, ndr)."

Anche un giudizio volante di Riccardo Lanza, Il Pruneto. Tra il sarcastico, l'augurale, il (quasi) realistico e l'auto-promozionale, getta un po' di acqua sul fuoco:
"Una vendemmia con una prospettiva catastrofica si sta risolvendo in una grande vendemmia".
Pagato dall'Unione Italiana Vini, ironizza Roberto :-)))
Ecco il simpatico video, tra un'operazione di scarico e un rimontaggio, mentre fuori piove a dirotto:

3 commenti:

  1. DAvide correggi i virgolettati: "am" in annate come questa reimmetto la selezione per la Riserva sul Chianti Classico base. Meglio fare un Chianti Classico buono che una "riserefa" non convincente.

    Grande Roberto, ti aspetto a Roma

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  2. Roberto da caro amico vignaiolo (ci conosciamo da una vita: praticamente già col pannolino si beveva vino insieme...) dice il vero. Annata difficile. Però a volte le difficoltà rendono grandi. Quest'annata 2010 potrebbe essere una data di svolta verso l'autenticità e la serietà. Il territorio chiede questo, non serve fare il "vino migliore" ma semplicemente il vino più autentico. ;)

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