martedì 22 febbraio 2011

BRUNELLO DI MONTALCINO 2006: ALCUNE IMPRESSIONI


(tigulliovino.it)
Difficile assaggiare tutto quello che mi interessava, purtroppo ho dovuto trascurare, causa tempo tiranno, non meno di trenta assaggi. Cercherò di rimediare nel corso dell'anno, con le visite in azienda.
L'annata 2006 mi è sembrata generalmente molto buona, in alcuni casi vini già molto leggibili e di bella profondità, che esprimono ognuno il quadrante ilcinese di riferimento; certamente ancora da lasciar affinare. Non un'annata anonima, tutt'altro. Sarà interessante seguirne l'evoluzione negli anni. Ho cercato di fare una preselezione degli assaggi e devo dire che su questa short list ho trovato una qualità media molto elevata, con forti tratti di tipicità, una gioisa carrellata di trasparenze e brillantezze rubino.
Partiamo con le considerazioni specifiche, cominciando dai migliori che ho sentito.
Intanto, come già scritto, ho avuto la netta sensazione (personale, ovvio) che Biondi Santi abbia centrato esattamente l'annata e che il suo vino sia nei fatti un riferimento qualitativo. Sarà da risentire nel tempo per capirne l'evoluzione. Non posso fare una classifica definitiva, dato che non ho assaggiato tutto, ma tra i miei assaggi, Biondi Santi 2006 è stato, per fascino, passo, piacevolezza e mobilità, il migliore, quello che più si avvicina ai crismi di un "grande vino" in grado di affrontare un lungo invecchiamento ma già godibile nella fase ascensionale della curva evolutiva. Dovendo dare dei numeri, direi 94/100.
Chiuse di Sotto 2006: Bel naso, pulito, speziato, di visciole mature. Bocca di rara mineralità per Montalcino, molto sapida, cardamomo. Di medio corpo e buona persistenza ma con il dono di una bevibilità grandissima, incessante, golosa. Felicissimo per Laura, già bei vini lo scorso anno, ormai una conferma (Riserva 2004 risentita, mutata ma sempre godibilissima) 93/100
Lisini 2006: Pepato al naso, speziato e sfrangiante. Complesso e stratificato, con corrispondenza in bocca, particolarmente sapido, pepato, spezie su base di visciole e more. 92/100
Caprili 2006: Naso mentolato, balsamico. Bocca giocata su fruttini rossi, more. Di buona consistenza e lunghezza, riempie la bocca, appaga e si lascia bere. 92/100
Le Ragnaie 2006: Chiaro, molto chiaro. Espressione che farà parlare di sè, particolarmente nella versione dei tre cru della prossima annata, la 2007. La base è delle vigne alte, quelle sotto il Passo del Lume Spento, piena altura. Eleganza "montana" equilibrata dalle vigne di Castelnuovo dell'Abate, a conferire struttura. Stile personale fin dal naso. Molto pulito, etereo, giocato su finezza e note altissime, nebbioleggiante, diciamo pure "soldereggiante". Belle sensazioni di fiori di campo, come passeggiare in un campo fiorito dopo una pioggia, ai primi raggi di sole. Il tannino è dolce ma è da attendere più degli altri. 92/100
Mastrojanni Schiena d'Asino 2006: Tiratissimo, tannino molto serio, quasi da nebbiolo. Quattro anni in botte grande, da lasciar affinare in bottiglia, ma già se ne percepisce il grande potenziale. Tipiche le note di alloro e mandorlo. 92/100
Fuligni 2006: uno stile molto pulito, netto, sia al naso che in bocca. Questa impeccabile leggibilità porta con sè una grande beva 92/100
La Fortuna 2006: Bel frutto pieno, pulito, sincero. Sullo stile di Caprili, lascia in bocca una splendida sensazione di appagamento, costringendomi a continuare a bere. 92/100
Il Marroneto 2006 Madonna delle Grazie: Vigne sopra Canalicchio. Il naso è leggermente impreciso e chiuso, ma la bocca è di bella ampiezza e lunghezza, mostrando il passo di un vino di classe 92/100

Altri che commenterò più avanti: Le Macioche, Marchesato degli Aleramici, Pian delle Querci, Piancornello, Capanna, Caparzo La Casa, Mastrojanni, Il Colle. 91/100
Casanova delle Cerbaie, Pietroso, Le Chiuse, Ferrero, Capanne Ricci 90/100
Podere Brizio, Franco Pacenti, Ciacci Piccolomini 89/100
Piombaia 88/100
Il Poggione, Il Marroneto  87/100
Lambardi 86/100

Tra le aziende citate, segnalo per il particolare potenziale di invecchiamento (con conseguente maggior godibilità negli anni a venire): Le Chiuse, Il Colle, Mastrojanni, Le Ragnaie

domenica 13 febbraio 2011

VERTICALE DI CHIANTI CLASSICO I FABBRI 2000-2008: FARE POESIA A LAMOLE

L'enclave di Lamole ha una sua specificità, a partire dalle dure salite per arrivare a piccoli agglomerati quasi montani. Salire lungo le strette rampe che portano al borgo di Lamole è sempre una grande emozione, qualunque siano le condizioni atmosferiche. Se oggi è ancora non agevole raggiungere cantine e vigne, immagino le difficoltà dei messi medicei che qui venivano a prendere il vino nel Seicento, in sentieri certamente molto simili a mulattiere.
Terrazzamenti, terreno, altitudine, clima, tutto concorre alla creazione di questi personali Chianti Classico. L'inconfondibile floreale al naso, dove ritroviamo anche i giaggioli che ancora crescono nei campi di fianco alle vigne, qui come a San Polo o nel Valdarno. Un mix inconfondibile che è la firma di Lamole e che nei vini di Susanna Grassi trova una spendida sintesi stilistica, tra spontaneità, naturalità e riscoperta delle tradizioni familiari. Non si possono non amare questi luoghi, queste persone, queste salite, minacce metaforiche e concrete rappresentazioni della fatica del lavoro nei campi.
Olinto, il bisnonno di Susanna, è stato l'unico prima di lei ad imbottigliare ed etichettare. Il nonno e il babbo vendevano ad Antinoti ed a Grevepesa. Vendemmie iniziate tutte attorno al 10 di ottobre.
E' la stessa Susanna che ci ha offerto generosamente la possibilità di testare, per la prima volta da quando ha preso in mano l'azienda a Casole (minuscolo agglomerato sotto Lamole) nel 2000, una lunga verticale di Chianti Classico I Fabbri, dal 2000 al 2008 (con la sola assenza del 2004, da cercare meglio in cantina). Vediamo cosa abbiamo scoperto dagli assaggi e che genere di emozioni ci hanno suscitato...

2008 - 13.5% - Sangiovese e canaiolo. Naso: iodio, corbezzolo, minerale. Ottima materia, da svolgere, con sapidità, mineralità e acidità godibili. Leggermente astringente sulle gengive e ai lati della lingua. 90/100

2007 - 13.5% - Sangiovese, canaiolo e merlot 5%. Si conferma la capacità coprente del merlot sul sangiovese, almeno in questa versione. Vino piacevole, ma al confronto con le altre versioni autoctono, risulta indebolito, valutando anche che la 2007 è annata davvero meravigliosa nel Chianti. Piacevole, ma acidità e mineralità tappate fin dal naso. In bocca è una sfera che ruota attorno al cavo orale e pulisce ogni spigolatura. 89/100

2006 - 13.5% - Sangiovese, canaiolo e merlot 5%. Tabacco e caffè. Più ricco e rotondo della 2007. Godibile. E' un caso in cui la ridotta tipicità si avverte solo da un attento confronto. Andrebbe inserito alla cieca in generici confronti tra sangiovesi in purezza, per valultare l'attendibilità degli assaggiatori. 91/100

Dal 2005 al 2000 l'uvaggio è 90% sangiovese, 5% canaiolo e 5% di uve bianche trebbiano-malvasia. Di seguito le impressioni, a conferma di quale grave errore (da sanare) fu l'abolizione delle uve bianche dal disciplinare del Chianti Classico:

2005 - 14% - Riduzione olfattiva leggera, sulle prime. In bocca è pieno, mammolo, viola, leggero erbaceo. Centro bocca molto varietale, con chiusa appena amara. Una tensione progressiva, piacevole, appagante. 90/100

2003 - 13.5% - Naso pulito, leggermente floreale. Un po' più piatto in bocca, marcato su floreale e metallico. Si nota maggiormente una nota ossidativa, alcolica, su una base ben tesa. Meno sapido del 2005, da bere adesso e forse ancora per qualche anno, la curva è all'apice e forse si sta appiattendo. 91/100

2002 - 13.5 % - Naso con note più terziarie, sottili. Un'acidità più pronunciata in bocca, con terziari che virano nettamente su tabacco. Finale con tannino più secco, asciugante. In questo caso sembra che le uve bianche conferiscano una maggiore impronta acida, rispetto alle altre annate. 90/100

2001 - 13% - Naso complesso, rabarbaro, terroso, foglie macerate, humus. Appena aggressivo all'attacco in bocca, prosegue con equilibrio, tensione vellutata e finale amabilmente persistente, in dissolvenza lenta. Molto sapido sul palato e nel retrobocca. Non ce la faccio a sputare, tocca finire il bicchiere...  Ancora qualche anno per il suo massimo. 92/100

2000 - 13% - Prima annata. Naso ridotto, tabacco netto. Bocca con note terziarie molto interessanti, personale, direi emozionante. Verdura amara, tipo radicchio rosso, floreale su note alte, iris e giaggiolo. Esattamente nel suo massimo di godibilità, acido e avvolgente, semplice, schietto, vero, commovente. L'emozione. 93/100

venerdì 11 febbraio 2011

BENVENUTO BRUNELLO 2011: ELENCO PRODUTTORI, ORARI, SEDI


Come ogni appassionato di vino di qualità sa, o dovrebbe sapere, manca una settimana esatta all'inizio della anteprima enologica di Montalcino. La sede abituale alla Fortezza quest'anno è inagibile. così avremo una disposizione più diffusa sul paese. Una novità forzata, ma che potrebbe essere un'interessante soluzione alternativa. Vediamo come si svolgerà questa edizione.
Intanto, le due location principali saranno il Chiostro del Museo e il Centro Convegni. Il Centro Convegni è già stato testato per la presentazione della guida di Slow Wine, mi pare uno spazio molto bello. forse potrebbe andare in crisi nei momenti di alto affollamento, particolarmente la domenica pomeriggio.
Ci sarà poi un salotto produttori al Teatro degli Astrusi, dove si potranno testare i Brunello di Montalcino.
E un buffet per i produttori e gli ospiti, dove si potranno testare i Rosso di Montalcino, nel Palazzo Vescovile.
Quindi quatto sedi. Nelle due sedi di servizio (Teatro degli Astrusi e palazzo Vescovile), molti appassionati, operatori e produttori potranno convergere nelle prime due giornate, altrimenti riservate ai soli giornalisti.
Le sedute tecniche riservate ai giornalisti si svolgeranno nel Chiostro del Museo, venerdì 18 e sabato 19 alle ore 10 alle 18, senza la presenza dei produttori (presenti invece al Teatro degli Astrusi).
La domenica e il lunedì avranno accesso ai banchi con i produttori coloro che saranno muniti di pass operatori, stesso orario.
Questo l'elenco dei produttori, divisi nelle due sedi, per le giornate di domenica 20 e lunedì 21:

AZIENDE AL CENTRO CONVEGNI


1 QUERCE BETTINA
2 QUERCECCHIO
3 RENIERI
4 SALVIONI
5 SAN FILIPPO
6 SAN LORENZO
7 SAN POLINO
8 SAN POLO
9 SANCARLO
10 SANTA GIULIA
11 SASSETTI LIVIO - PERTIMALI
12 SASSODISOLE
13 SCOPONE
14 SESTA DI SOPRA
15 SESTI
16 SIRO PACENTI
17 VILLA I CIPRESSI
18 SOLARIA
19 TALENTI
20 TASSI - FRANCI FRANCA
21 TENIMENTI ANGELINI
22 TENUTA CROCEDIMEZZO
23 TENUTA DI SESTA
24 TENUTA GREPPONE MAZZI
25 TENUTA LA FUGA
26 TENUTA LE POTAZZINE
27 TENUTA OLIVETO
28 TENUTA SAN GIORGIO
29 TENUTA VITANZA
30 TENUTE SILVIO NARDI
31 TERRE NERE
32 TIEZZI
33 TORNESI
34 UCCELLIERA
35 VASCO SASSETTI
36 VENTOLAIO
37 VERBENA
38 VILLA A TOLLI
39 VILLA LE PRATA
40 VILLA POGGIO SALVI
41 AGOSTINA PIERI
42AGRICOLA CENTOLANI -TENUTE FRIGGIALI E PIETRANERA
43 DONNA OLGA
44 ALTESINO
45 ARGIANO
46 ARMILLA
47 BACCINETTI
48 BANFI
49 BARBI
50 BARICCI
51 BARTOLI GIUSTI - TENUTA COMUNALI
52 BELLARIA
53 BELPOGGIO
54 BONACCHI
55 BRUNELLI
56 CAMIGLIANO
57 CAMPOGIOVANNI
58 CANALICCHIO DI SOPRA
59 CANNETA
60 CANTINA DI MONTALCINO



AZIENDE AL CHIOSTRO DEL MUSEO


61 CAPANNA
62 CAPANNE RICCI
63 CAPARZO
64 CAPRILI
65 CASANUOVA DELLE CERBAIE
66 CASISANO COLOMBAIO
67 CASTELGIOCONDO
68 LUCE DELLA VITE
69 CASTELLI MARTINOZZI
70 CASTELLO DI VELONA
71 CASTELLO ROMITORIO
72 CASTELLO TRICERCHI
73 CASTIGLION DEL BOSCO
75 CITILLE DI SOPRA
76 COL DI LAMO
77 POGGIO IL CASTELLARE
78 COL D’ORCIA
79 COLDISOLE
80 COLLELCETO
81 COLLEMATTONI
82 CORTE PAVONE
83 CUPANO
84 DONATELLA CINELLI COLOMBINI
85 FANTI
86 FATTOI
87 FERRERO
88 FORNACELLA
89 FORNACINA
90 FOSSACOLLE
91 FULIGNI
92 GIANNI BRUNELLI - LE CHIUSE DI SOTTO
93 IL COLLE
94 IL MARRONETO
95 IL PARADISO DI FRASSINA
96 IL PARADISO DI MANFREDI
97 IL POGGIONE
98 L’AIETTA
99 LA CAMPANA
100 LA FORTUNA
101 LA COLOMBINA
102 LA FIORITA
103 LA FORNACE
104 LA GERLA
105 LA LECCIAIA
106 LA MAGIA
107 LA MANNELLA
108 LA PALAZZETTA
109 LA PODERINA
110 LA RASINA
111 LA SERENA
112 LA TOGATA
113 LA VELONA
114 LAMBARDI
115 LAZZERETTI
116 LE CHIUSE
117 LE MACIOCHE
118 LE RAGNAIE
119 LE 7 CAMICIE
120 LISINI
121 MARCHESATO DEGLI ALERAMICI
122 MASTROJANNI
123 MÁTÉ
124 MOCALI
125 MOLINO DI SANT’ANTIMO
126 PACENTI FRANCO - CANALICCHIO
127 PADELLETTI
128 PALAZZO
129 PIAN DELLE QUERCI
130 PIAN DELLE VIGNE
131 PIANCORNELLO
132 PIETROSO
133 PININO
134 PIOMBAIA
135 PODERE BRIZIO
136 PODERE CANALINO
137 PODERE CANAPACCIA
138 PODERE LA VIGNA
139 PODERE LE RIPI
140 PODERUCCIO
141 POGGIO ANTICO
142 POGGIO DELL’AQUILA
143 POGGIO RUBINO






giovedì 3 febbraio 2011

Percorsi di Vino Wine Fest - Seminario sui Chianti Classico di Radda in Chianti

 La presenza dei tre produttori raddesi aveva un suo specifico senso nel programma pomeridiano. Finito il piacevole pranzo, con chiacchiere tra amici, confronto sui vini presenti con i produttori, ci siamo spostati al piano sottostante, nella bella sala degustazioni dell'Incannucciata.
Con grande piacere, ho introdotto la zona del Gallo Nero, affrontando il ragionamento sul Chianti Classico Storico, sulla specificità di Radda, sui suoi territori ripidi e "in altura". Una peculiarità che poi si ritrova nella base omogenea dei vini, particolarmente quando il sangiovese è accompagnato dal canaiolo. Senza quei famigerati vitigni internazionali  che creano un inutile "noise" di minor chiarezza linguistica.
Cominciamo quindi a sentire Roberto Bianchi di Val delle Corti, certamente uno spirito sangiovesista pensante, una guida illuminiata su come si possa fare viticoltura con pochi mezzi, idee chiare e senza compromessi. La sua schiettezza nobile è perfettamente rispondente nei vini che assaggiamo, Chianti Classico 2005 (dove finirono tutte le uve, non ci fu Riserva) e il Chianti Classico Riserva 2006. Ognuno nel suo specifico, dato che ragioniamo di annate diverse, ma sempre con quella grande finezza, leggibilità, che non mi stancherò di definire "mistica", profondamente e autenticamente chiantigiana, giocata su note alte, come ricorda Roberto stesso, tanto che viene alla mente qualche ricordo di Barolo o Borgogna. 
 Sembra strano, ma è come quando si ragiona di quei cani che finiscono per assomigliare ai loro padroni. I vini finiscono per assomigliare al "manico", con un carattere, se si vuole, assimilabile a quello di chi materialmente gestisce la trasformazione dell'uva. L'amore per la microfauna e la microflora che circondano la vigna, la venerazione per i grappoli nella loro crescita, il preoccupato rispetto per la materia che si trasforma in cantina, con una sensibilità profonda che è più intellettuale che materiale. Con premura costante (che è la stessa che Roberto è aduso avere nei rapporti interpersonali), una chiara visione di quello che si vuole ottenere ed una volontà inflessibile: lasciare il più possibile "fare da sè" ed osservare il meraviglioso dono che la natura ha dato all'uomo, a Radda  in Chianti in particolare, con splendidi e vocatissimi terreni da uva per vino. Puntare al massimo senza compromessi, assomiglia ad una "religione dell'autoctono chiantigiano" che non si può non amare, quando i risultati sono di questa rigorosa potenza espressiva.



mercoledì 2 febbraio 2011

Percorsi di Vino Wine Fest, una domenica a Roma, per condividere amicizia e passione. Ecco a cosa serve un Wine-blog!

Tavolata di "enoclubbisti" assidui - dal blog di Stefania Pianigiani
Giornata senza cerimonieri benedicenti che elargiscono sapere dall'alto di ponderosi volumi annualmente spacciati come oggettive panoramiche della produzione enologica. Meno che mai con la presenza di pseudo esperti, spara punteggi e frutta/fuffa varia, da patinate riviste-catalogo di inserzioni enogastronomiche. Come sempre ne facciamo a meno, come stabilimmo nell'ormai lontano 2007, quando, in diversi amici (anche con Andrea Petrini), decidemmo che noi appassionati di vino meritavamo un posto diverso, dei centri virtuali e reali dove convergere con le nostre idee, con i racconti delle nostre giornate, con le passioni comuni. Vino e terra, fatica. Amicizia, risate ed emozioni condivise. Questo siamo noi appassionati, uniti da una rete di amicizie direi almeno su scala nazionale, dove Roma è inevitabilmente uno dei centri più importanti. E dove i blogs di ognuno di noi rappresentano una finestra, tra le molte possibili. Domenica 30 gennaio era l'anniversario di Percorsi di Vino, di Andrea, uno di noi.
Quindi siamo calati nella capitale, quartiere Prima Porta, all'Osteria L'Incannucciata di Dino de Bellis, per un pranzo con la piacevole compagnia di un buon manipolo di piccoli produttori, inclusi i nostri soliti amici raddesi. Eravamo in tanti, nell'arco della giornata presumo oltre cento persone, tante facce a noi note, amici di rete e di bevute, in uno spazio ristretto. Toscani, romani, emiliani, veneti, pugliesi, lucani... Il racconto della giornata potrebbe diventare estremamente lungo, quindi meglio partire con dei flash. Il video in questo può essere di grande aiuto per percepire il clima reale della giornata. Come sempre il vino è un pretesto per passare dei bei momenti insieme, creare e saldare amicizie, impostare nuovi programmi condivisi per il futuro.
Partiamo con il nostro arrivo. Inaspettatamente, contro ogni previsione dei bookmakers (quote almeno di 20:1), sono arrivato con ben un'ora (!) di anticipo rispetto all'orario del pranzo, praticamente insieme a Michele Braganti di Monteraponi e Paolo Cianferoni di Caparsa (di Roberto Bianchi di Val delle Corti parleremo nel prossimo post), degnissimi e incompromessi rappresentanti dei coltivatori di terre da vino di Radda in Chianti. Nel pomeriggio avremmo poi sviluppato i consueti temi della chiantigianità nel seminario specifico sul terroir raddese. Ecco un po' di chiacchiere in libertà, prima del pranzo