giovedì 26 luglio 2012

Vino & Contrade nella Pania 28 luglio e 4 agosto

La fiera gastronamica della Contrada del Nicchio sta per aprire i battenti e anche quest'anno l'Enoclub partecipa all'iniziativa con ben due serate.

Sabato 28 luglio ore 20.30

Questi i produttori ospiti alla serata
Barlettaio (Radda in Chianti)
Poggerino (Radda in Chianti)
Castello di Potentino (Seggiano-GR)
Le Casalte (Montepulciano)
Pian dell'Orino (Montalcino)
Il Marroneto (Montalcino)
Elena Fucci (Barile-PZ-Vulture)

Il menu'
Sabato 28 luglio
Aperitivo: bocconi di chianina alla piastra
Antipasto: pinzimonio di verdure fresche, coccio di pecorino, crostino nero in agrodolce, frittata in trippa, crostone di finocchiona e finocchielle.
Primi: passatelli al chianti e sugo finto, tortelli di pecorino con salsa di ribollita e rigatino croccante.
Secondo: Filetto di maiale farcito nella sua ratta, e peperoni
Costo: 28 euro
SABATO 4 AGOSTO CENA E VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO

I produttori presenti alla cena, che si svolgerà nel ristorante saranno:
CAPPELLA SANT'ANDREA
LA CASTELLACCIA
COLOMBAIO DI SANTA CHIARA
MORMORAIA
MATTIA BARZAGHI
SIGNANO

Per info
Davide Bonucci
331-1078464
 
 
 

venerdì 15 giugno 2012

Vino & Contrade torna in Pantera

Dopo il grande successo di Vino & Contrade dello scorso anno, l'Enoclub Siena torna alle Due Porte sabato 16 giugno.


Queste le aziende, in rappresentanza delle principali zone "rossiste" della provincia: Avignonesi (Montepulciano), Bibbiano (Castellina in Chianti), Diego Finocchi e Istine (Radda in Chianti), Piombaia (Montalcino), Palazzo di Piero (Sarteano).

Costo della cena euro 20, nel Cortile della Società Due Porte ("Sordomuti"), Via San Quirico 9, a Siena.

MENU

ANTIPASTI
Barchette di sedano al gorgonzola
Indivia con crema di prosciutto cotto
Pecorino Miele e pepe nero
Crostone con grigliata di melanzane
Peperoni con salsa di tonno
PRIMI PIATTI
Pasta al forno con carciofi
Mezze maniche al gotino e pinoli
SECONDO PIATTOStinco al forno
Patate arrosto
Insalata mista
DESSERTMacedonia allo spumante con gelato
Per prenotare, numero della Società Due Porte: 393 0630738




giovedì 31 maggio 2012

Riconosci Radda nel Bicchiere?


Sabato 2 giugno alle 15.00, nelle sale del convento di Santa Maria al Prato, si tiene questa curiosa degustazione alla cieca, organizzata dall'Enoclub Siena.

Esiste un "stile" raddese? Saresti capace di riconoscere un vino di Radda al primo assaggio?

Insomma "Riconosci Radda?"

I bicchieri neri sarebbero ancora più interessanti ;-)
Degustazione alla cieca con intrusi, in cui si sfidano gli appassionati a  riconoscere nel bicchiere le peculiarità del territorio raddese. 

Max 40 persone. Ingresso 15 € (10 € per soci AIS. Fisar, Enoclub, Onav, Siena, Slow Food . Info e prenotazioni: proradda@chiantinet.it |

mercoledì 16 maggio 2012

Vino & Contrade nella Selva venerdì 18 maggio


Finalmente tornano le belle serate dedicate al vino nelle contrade senesi!

Dopo un periodo "sonnacchioso", con l'arrivo delle giornate più lunghe, a Siena torna la fortunata manifestazione Vino & Contrade.

Venerdì 18 maggio ore 20.00 nella Contrada della Selva, saranno presenti i seguenti produttori:

Montalcino: Il Marroneto,Sesta di Sopra, Le Ragnaie, Mastrojanni.

Chianti Classico: Monteraponi.

Per prenotarsi alla cena
o577 438330 (dopo cena)

martedì 24 gennaio 2012

Sangiovese Purosangue a Roma









VENERDì 27 E SABATO 28 GENNAIO, I ROSSI ILCINESI SBARCANO A ROMA.

Roma – Villa Aldobrandeschi, Via Aldobrandeschi, 14-16

Rassegna rivendicativa dell’orgoglio autoctono. Produttori e appassionati si incontrano per celebrare un grande vino fatto al 100% con uve Sangiovese. Ogni produttore presenterà vecchie e nuove annate di Rosso di Montalcino, dimostrandone la grandezza e la capacità di invecchiamento
VENERDI 27 GENNAIO 2012 (13.00-20.30 degustazione Rosso di Montalcino, banchi d’assaggio con i 47 produttori presenti)
10.30 Apertura e presentazione dell’evento, dibattito con interventi dei produttori. Banchi d’assaggio riservati per la stampa
13.00 Apertura dei banchi d’assaggio al pubblico e dello spazio buffet
16.30 Seminario sul Rosso di Montalcino Soldera 1980-1986. Relatore: Fabio Cagnetti
18.30 Seminario di confronto tra le aree toscane vocate per il Sangiovese. Relatori: Maurizio Castelli e Davide Bonucci
19.30 Chiusura banchi d’assaggio e dello spazio buffet
21.00 Cena con i produttori. Solo su prenotazione

SABATO 28 GENNAIO 2012
10.00 Apertura dei banchi d’assaggio al pubblico e dello spazio buffet
11.00 Seminario di confronto tra Rosso di Montalcino e alcuni Bourgogne, alla cieca. Relatore: Armando Castagno
13.00 Laboratori di abbinamento gastronomico
15.00 Seminario sulla zonazione di Rosso e Brunello di Montalcino. Relatori: Armando Castagno (Bibenda/AIS) e Francesco Leanza (Salicutti)
17.30 Seminario di confronto tra Rosso di Montalcino e alcuni Bourgogne, alla cieca. Relatore: Armando Castagno
19.00 Chiusura dei banchi d’assaggio e dello spazio buffet

Aziende aderenti all’iniziativa

Armilla
Baccinetti
Baricci
Capanna
Caparzo
Castelli Martinozzi
Col d’Orcia
Collosorbo
Costanti
Cupano
Fattoi
Fattoria dei Barbi
Fonterenza
Gianni Brunelli
Il Cocco
Il Marroneto
La Fortuna
La Magìa
Lambardi
La Palazzetta
Le Chiuse
Le Macioche
Le Potazzine
Le Ragnaie
Le Ripi
Lisini
Livio Sassetti Pertimali
Marchesato degli Aleramici
Mastrojanni
Padelletti
Piancornello
Pian dell’Orino
Pietroso
Piombaia
Querce Bettina
Quercecchio
Salicutti
Salvioni
San Lorenzo
San Polino
Sante Marie – Colleoni
Sesta di Sopra
Sesti
Stella di Campalto
Tenuta di Sesta

Tiezzi

Ventolaio

http://www.sangiovesepurosangue.it/

Prezzi e Prenotazioni
Ingresso singolo ai banchi di assaggio: € 15,00


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Seminari:

27/01
• Rosso di Montalcono Soldera: € 40,00
• Confronto tra il Rosso di Montalcino ed altri vini di aree toscane vocate al Sangiovese: € 25,00
• Abbonamento per i due seminari del 27/01: € 55,00

28/01
• Confronto tra il Rosso di Montalcino e alcuni Bourgogne Village: € 35,00
• Zonazione di Rosso e Brunello di Montalcino: € 35,00
• Abbonamento per i due seminari del 28/01: € 60,00

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Cena con i produttori (27/01): € 45,00
Prenotazione obbligatoria



Associazione EnoClub Siena

Davide Bonucci

Cell. 331 1078464
enoclubsiena@gmail.com

info@sangiovesepurosangue.it

lunedì 14 novembre 2011

Qualità Chiantigiana



Un occasione per andare nella capitale è quella di trovare tanti vini “chiantigiani” di eccellenza in un colpo solo!
A Roma, nella cornice del ristorante “Larys”, sabato 19 novembre ci saranno i seminari sui vini e sulla vita di Giulio Gambelli e i banchi di assaggio con i produttori. A seguire una cena di quattro portate insieme ai produttori e ai “Chiantigiani d’Altura”.

Dalle 14.30 a mezzanotte, a Roma, in via Basento 54, una giornata dedicata all’identità chiantigiana (ingresso degustazione con buffet).Enoclub Siena e Larys Restaurant presentano 14 produttori di qualità seria, parecchio orgoglio sangiovesista, un buon elenco di prodotti, parecchie vecchie e vecchissime annate, due seminari sulla vita e i vini di Gambelli, la cena con i produttori, un sunto sui chiantigiani d’altura raddesi e …lamolesi.Alle 15 e alle 17 i due seminari gambelliani diversi con vecchie annate di: Montevertine, Bibbiano, Villa Rosa, Pagliarese, Lilliano, Rodano, Monteraponi, etc…Alle 20.30 la cena con i produttori (35 euro)
Radda in Chianti:Caparsa (con Paolo Cianferoni)MontevertineMonterinaldiMonteraponi (con Michele Braganti)Val delle Corti (con Roberto Bianchi)
Lamole:Fattoria di Lamole (con Paolo Socci)I Fabbri (con Susanna Fabbri)Castellinuzza (con Serena Coccia)Castellinuzza e Piuca (con Simone Coccia)
Castellina in Chianti:Bibbiano (con Tommaso Marrocchesi, seminario Gambelli)Villa Rosa
Gaiole in ChiantiBadia a Coltibuono (con Roberto Stucchi Prinetti)Podere Erbolo
Val d’ElsaFattoria di Cinciano
Lista parziale dei vini presenti:
Chianti Classico Riserva Baron’Ugo 2007 – MonteraponiChianti Classico Riserva Il Campitello 2008 – MonteraponiChianti Classico 2009 – MonteraponiIGT Merlot Iugero 2008 – MonteraponiChianti Classico 2003 – Monteraponi (per seminario Gambelli)Pian del Ciampolo 2009 – MontevertineIl Montevertine 2008 – MontevertineLe Pergole Torte 2008 – MontevertineCannaio 1985- Montevertine (seminario Gambelli)Il Sodaccio 1997 – Montevertine(seminario Gambelli)Rosso di Caparsa – CaparsaChianti Classico Riserva Caparsino – CaparsaChianti Classico Riserva Doccio a Matteo – Caparsa (piccola verticale di annate significative)Chianti Classico 2005 – Val delle CortiChianti Classico Riserva 2007 – Val delle CortiChianti Classico 2008 – Val delle CortiChianti Classico Lamole 2008 – I FabbriChianti Classico Lamole 2009 – I FabbriChianti Classico Olinto 2009 – I FabbriChianti Classico Terre di Lamole 2009 – I FabbriChianti Classico I Fabbri 2004 – I FabbriChianti Classico I Fabbri 2009 – I FabbriChianti Classico Le Stinche Castello di Lamole 2007 – Fattoria di LamoleChianti Classico Riserva Vigna Castello di Lamole 2007 – Fattoria di LamoleChianti Classico Antico Lamole Vigna Grospoli 2008 – Fattoria di LamoleChianti Classico 2009 – CastellinuzzaChianti Classico 2005 – Castellinuzza e PiucaChianti Classico 2006 – Castellinuzza e PiucaChianti Classico 2007 – Castellinuzza e PiucaChianti Classico 2008 – Castellinuzza e PiucaChianti Classico 2009 – Castellinuzza e PiucaChianti Classico 2008 – Castello di CincianoChianti Classico Riserva 2007 – Castello di CincianoVin Santo – Castello di CincianoChianti Classico 2008 – Badia a ColtibuonoChianti Classico 2009 – Badia a ColtibuonoChianti Classico Riserva 1999 – Badia a ColtibuonoChianti Classico Riserva 2007 – Badia a ColtibuonoSangioveto 2007 – Badia a ColtibuonoVin Santo del Chianti Classico 2005 – Badia a ColtibuonoChianti Classico 2009 – Villa RosaChianti Classico Riserva 2007 – Villa RosaPoggio ai Rovi 2008 – Villa RosaChianti Classico Riserva 1969 – Villa Rosa (seminario Gambelli)Chianti Classico Riserva 1971 – Villa Rosa (seminario Gambelli)Salvino 2004 – Podere ErboloSalvino 2005 – Podere ErboloSalvino 2006 – Podere Erbolo
Per info e prenotazioni:Mario Monfreda-Ristorante Larys 0685305130 info@larys.it
Info vini e produttori:Davide Bonucci-Enoclub Siena 3311078464 enoclubsiena@gmail.com

domenica 13 novembre 2011

L'UMILTA' IN LIQUIDO: VERTICALE CHIANTI CLASSICO RISERVA CAPARSINO 1988-2003, CAPARSA

Con Paolo il senso di condivisione e amicizia si è fatto totale, con il tempo. Ci seguiamo, ci sentiamo, ci vediamo, ci apprezziamo, beviamo insieme. Con pacatezza si ragiona di vino, ma anche di altro. Dato che il carico di impegni di azienda gravano per un gran bel pezzo su di lui (Gianna alza gli occhi al cielo e tira avanti la sterminata famiglia), ci si trova spesso a parlare di burocrazia, di mercato, di giornalisti, di amici appassionati. Unico limite è forse non avere abbastanza tempo da dedicare all'assaggio di vini di altre zone, per avere una visione più ampia e collocarsi con più decisione nello sterminato panorama dei vini di qualità. Ma Paolo ha anche molti pregi, non ultimo quello di aver conservato uno spirito chiantigiano intatto, combattivo, rurale, direi ruspante, schietto ma sempre amabile. Il suo senso combattivo per il fare, per le cose di campagna lo ha riversato sul lascito familiare, il grande investimento che il padre Reginaldo Cianferoni, economista agrario e profondo conoscitore di questioni chiantigiane, fece agli inizi negli anni '60, acquistando podere Caparsino per tre milioni di lire dell'epoca.
Avevamo già fatto una prima panoramica sul Doccio a Matteo, tempo fa. Poi tanti assaggi random in azienda e altrove, anche miniverticali improvvisate. Ma il fascino di una degustazione da seduti, con tanti bicchieri davanti chiamava da un pezzo. Era ora di verificare il secondo vino (il primo in ordine di apparizione), quello che Paolo stesso considera l'espressione più naturale di podere Caparsino, da cui il nome del vino.
Possiamo contare su una scelta molto ampia, sia del Caparsino Riserva che annata. Le bottiglie rimaste in cantina sono poche, ma coprono un periodo di tempo di circa trent'anni. Mi vengono due pensieri. 
Il primo, quanto sia importante la cantina storica per un produttore artigianale, purtroppo un'esigenza che è nata solo negli ultimi tempi per molti produttori, resisi conto tardi del valore documentale e di attestazione qualitativa, di un percorso che si può raccontare a voce, certo. Ma che il bicchiere rappresenta sempre in maniera inequivocabile, palese. 
Il secondo è che queste bottiglie rappresentano una rarità ambita che i collezionisti e appassionati delle nuove economie (russi in primis) stanno cercando. Aprire bottiglie così (trovandole ancora integre) rappresenta occasione sempre più rara e preziosa, da cercare con costanza, finchè è possibile. Lo stesso Paolo si sta facendo sempre più restio a stapparle, visto il quantitativo modesto rimasto nelle rastrelliere dell'antro usato per il ricevimento clienti e per le degustazioni aziendali volanti. Tutto ha un sapore di immutabilità, ma in realtà è bene sapere che questa autenticità non si trova quasi mai altrove nel Chianti Classico e che rischia di scomparire del tutto. Trovo che il connubio alta qualità artigianale e senso di integrità di insieme, fuori dal tempo, sia una prerogativa di pochissime aziende. Caparsa conserva questo sapore di tempo sospeso, preziosissimo, e di verace estro artigiano.
Veniamo allo stappato. Il luogo è quello storico per noi, La Compagnia dei Vinattieri a Siena. 
La prima considerazione da fare è che fino al 1994 in bottiglia troviamo anche il vinificato da malvasia e trebbiano, le uve bianche costituivano la vecchia ricetta, nella misura del 5-10% totale, assieme ai vitigni a bacca rossa autoctoni principi, sangiovese e canaiolo. Inoltre, il "governo", almeno fino al 1997.

Chianti Classico Caparsino Riserva 1986 - Colore aranciato, nitido, di buona trasparenza. All'apertura l'effetto diluizione, brodoso è prevalente. Si evolve velocemente su note di liquirizia al naso. In bocca severo, non eccessivamente acido, terroso. Via via che si ossigena si nota un'acidità più marcata. Evidentemente mobilissimo. A bottiglia aperta, vira decisamente sul rabarbaro, un carattere univoco, seppur amaro, con corrispondenza naso-bocca esatta, geometrica. Finale un po' sfuggente.
Chianti Classico Caparsino Riserva 1988 - Aranciato come la 1986. Fin da subito aperta, più spina acida della 1986. Buon finale mobile che con le ore tende a richiudersi. Una beva importante, confermata dai ripetuti assaggi negli ultimi mesi. La preferisco alla 1990, per quanto la 1988 sia dotata di materia apparentemente meno importante.
Chianti Classico Caparsino Riserva 1990 -Molto animale, evidentemente ridotta, molta bella materia ma ha bisogno di tempo, di areazione. Bella evoluzione, naso resta sporco. Quasi valentiniano, impreciso ma vitale. Dopo 30 ore è completamente ripulito. L'acidità si fa tesissima, leggermente slegata con l'alcol nel finale. L'opposto di un vino morto, direi addirittura un vino da attendere. Purtroppo credo che ci sia poco da attendere, le bottiglie sono state praticamente tutte bevute. A dimostrazione di una grande sottovalutazione del potenziale di invecchiamento di questi vini.


Chianti Classico Caparsino Riserva 1991 - Colore più scuro e vivo, granato. Floreale al naso, a momenti sa di impasto crudo del pane, di macchia mediterranea, soprattutto rosmarino. Un liquido molto tenue, con un'acidità insieme delicata e pungente che si attacca al palato, si attacca e scala le gengive, pian piano ma inevitabilmente. Ematico. Mi piace, la trovo un'espressione sinuosa, esile, sussurrata, poetica. Dopo 30 ore dall'apertura conserva intatta la deliziosa esilità descritta. Tra le mie preferite.
Da notare come nell'annata 1992, pessima, Paolo decise di vendere tutto il vino sfuso. Dal 1993 comincia il percorso parallelo di Caparsino e Doccio a Matteo, con uvaggi leggermente diversi.
Chianti Classico Caparsino 1993 -Inizialmente da una forte impressione di ossidazione, poi si pulisce e vira sul caffè. Evoluzione interessante nel bicchiere, ben sapido, acidità contenuta da una buona carnosità, note ematiche evidenti. Molto sedimento, il finale di bottiglia mal si presta ad un esame ulteriore.
Chianti Classico Caparsino 1994 - Tra il granato e l'aranciato. Pungente al naso, cannella. Metallico, ruggine, incenso. Ultima annata con uve bianche e governo insieme. Con le ore vira sulla liquirizia, una nota comune a diverse di queste annate, dopo adeguata areazione. Mobilità e maturità interessante, annata in questo momento interessante da bere, purtroppo parliamo di bottiglie praticamente introvabili.
Chianti Classico Caparsino Riserva 1995 - Colore vivo, granato. Naso pulito, molto varietale. Classico, humus, pulito, di buona tensione e finale leggermente asciugante. L'assenza di uve bianche lo rende più severo e scontroso, diventa maschio. Secondo me anche un po' più banale. Respirando diventa una beva decisamente appagante, austera, leggermente astringente. Da attendere. Ingiustamente consumato presto, un vero peccato.
Chianti Classico Caparsino Riserva 1997 - Granato pieno con riflessi porpora. Tannico, rasposo, terroso, astringente. Contrariamente a quel che si pensa sull'annata 1997, questa bottiglia non è affatto scollettata. Come invece lo è il Doccio a Matteo pari annata, già assaggiato più volte negli anni, in precoce maturazione/ossidazione. L'ossigenazione gli rende il giusto onore, particolarmente la bocca, acidissima. In questa annata ha avuto il "governo", pratica che lo rende particolarmente longevo. Esce il floreale. Avendone, aspetterei a berlo, più godibile il 1995 adesso.
Chianti Classico Caparsino Riserva 1999 -Molto ampio, grip e pienezza. Sapido, aamarene sotto spirito, una certa astringenza. Stavolta il parallelismo con il Doccio è preciso, l'effetto al naso e in bocca è paragonabile, quasi sovrapponibile. Un annata da bere, conservare, gustare. Anche se sinceramente preferisco il sentimento delle annate con le uve bianche, ma capisco che stiamo ragionando di gusti personalissimi.
Chianti Classico Caparsino Riserva 2000 -Dopo una bella annata come la 1999, il 2000 si presenta meno astringente e sapido, meno equilibrato, diluito, sussurrato, con un finale a cuneo, in dispersione
Chianti Classico Caparsino Riserva 2003 -Bella pienezza, sensazioni molto particolari, forse dovute anche ad un cambio gestionale in cantina, ma certamente espressione di Caparsino in un'annata che per quasi tutti in Toscana è stata sinonimo di sofferenza, gran cottura delle uve, eccessivo alcol e calore. Qui tutt'altro, direi paradigmaticamente altro. Caparsa fa stato a sè, soprattutto nelle annate calde. Radici, corteccia, pinolo, eucalipto, una sensazione di beva maschia ma possibile già adesso. Il tempo lo ingentilirà. Vino non per tutti, ma chi ama il genere troverà sensazioni fantastiche.

Ricapitolando, 1988 buona, interessante la 1990, molto piacevole la 1991, rivalutata la 1995 (bel naso, nitido), valida anche la 1997 e soprattutto la 1999, la più prospettica assieme alla 2003.
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