sabato 28 agosto 2010

IL VIDEO DELLA VIGNA DISTRUTTA A SEGGIANO

Giuliano Bartoli, sei anni di lavoro in vigna bruciati in una notte
Nel blog su Simplicissimus ho trattato ripetutamente la vicenda del vigneto Valle dei Santi di Poggio Velluto, a Seggiano (GR), distrutto in una sola notte della scorsa settimana da sconosciuti, a scopo intimidatorio. Me la sono presa molto a cuore, anche perchè l'intimidazione potrebbe essere un caso isolato ma nessuno esclude che l'avvertimento mafioso possa diventare un sistema per far passare la legge del più prepotente, eventualità che va scongiurata con forza da subito.
http://davidebonucci.simplicissimus.it/2010/08/25/foto-della-vigna-danneggiata/
http://davidebonucci.simplicissimus.it/2010/08/26/giallo-in-vigna-uccisi-anche-i-cani/
http://davidebonucci.simplicissimus.it/2010/08/27/lunga-intervista-a-rossana-governi-su-tv9/
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/08/24/news/attentato-mafioso-nel-vigneto-2283875
http://iltirreno.gelocal.it/livorno/multimedia/2010/08/24/fotogalleria/vigneto-distrutto-seggiano-25897767/7/
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/08/26/news/uccisi-i-cani-dei-vicini-il-giorno-del-blitz-e-caccia-agli-autori-2287446
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/08/27/news/lo-sfogo-dei-titolari-abbiamo-paura-ma-non-andremo-via-2290796
http://www.lanazione.it/cronaca/2010/08/24/374367-grosseto_forbici.shtml
http://www.youtube.com/tv9telemaremma
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=475222
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2010/08/24/visualizza_new.html_1790807606.html
http://www.poggiovelluto.com/
http://www.potentino.com/index.aspx?site=238&page=808
http://www.lanazione.it/cronaca/2010/08/24/374367-grosseto_forbici.shtml
http://percorsidivino.blogspot.com/2010/08/poggo-velluto-e-la-mafia-in-vigna.html
http://percorsidivino.blogspot.com/2010/08/forbici-mafiose-poggio-velluto.html
Grazie alla collaborazione di TV9, cui ho fatto esplicita richiesta, è da poche ore disponibile su YouTube la lunga video-intervista alla proprietaria e a Charlotte Green del Castello di Potentino (nella terza parte, disponibile a breve).
Ringrazio Angela D'Errico di TV9 per il servizio speciale realizzato e per averlo messo così velocemente a disposizione.
Date massima visibilità ai video. Non lasciamoli soli!





giovedì 26 agosto 2010

San Giusto a Rentennano, qualche vin santo e il piacere di ritrovarsi nel capanno


Mi è venuta un po' di nostalgia del capanno di Luca e Francesco, a San Giusto a Rentennano. Proprio stasera, in questo fine agosto appiccicoso e umido, ripenso alle fredde serate d'inverno, con il vento che fa sbattere la porta e tremare i vetri, dove si sente il bisogno di calore, di raccoglimento, di un fuoco e di chiacchiere tra amici. 
Ho ritirato fuori una vecchia nota che mi pare di non aver pubblicato da nessuna parte, una serata passata in loro compagnia, stappando vecchi vin santo...
§§§

Il vin santo si produce a San Giusto fin dagli anni '40, la prima annata del nuovo corso è la 1980. Non fu prodotto nel 1984-1987-1991-1992-1994. Il vin Santo del 1992 finì alle cantine San Leonardo (che infatti produsse un ottimo Vin Santo 1992).

Come ogni annata, costituito per il 90% da malvasia e per il 10% da trebbiano, senza aggiunta di solforosa.
Ci apprestiamo a fare una carrellata a sorpresa, non so le annate, non so quante bottiglie, non so dove finiremo... non so niente. Splendido! :)
Qua sotto mi limito ad un elenco burocratico, ma le sensazioni sono state completamente irrazionali, lo sforzo di riportare tutto in una lingua umana è stato più arduo del solito...

Vin Santo 1985, 15% dichiarati, 10-12% effettivi all'uscita + gradi zuccherini, circa 200 gr/l di zucchero. 2394 bottiglie prodotte.
Naso alcolico all'inizio, vecchio stile. In bocca è integro, fresco, asciutto ma non secco. Molto piacevole, non troppo acido. La parte migliore è sicuramente l'attacco, forse un po' carente nel finale. Comunque piacevole. 93/100

Vin Santo 1986, 15% dichiarati, 10-12% effettivi all'uscita + gradi zuccherini. Più zucchero del 1985. Sempre una produzione attorno alle 2.000 bottiglie.
Bella corrispondenza bocca-naso. Compatto, elegante. Si attacca alla bocca con personalità e decisione, ma senza eccessi. Persistente e mieloso ma mai invasivo ed esagerato. Mi soddisfa molto, è il tipo di vin santo che preferisco. 98/100

Vin Santo 1989, 15% dichiarati, 10-12% effettivi all'uscita + gradi zuccherini, circa 200 gr/l di zucchero. Sempre una produzione attorno alle 2.000 bottiglie.
Il più originale dei primi tre, al naso nette note di gas, tartufo nero. Acidità e persistenza inferiore al 1986. Direi anche una certa variabilità. Sarebbe probabilmente utile seguirne l'evoluzione in bicchiere per ore. Ma il mio bicchiere finisce quasi subito... 96/100

Vin Santo 1993. Salgono i grammi/litro di zucchero. La densità è superiore rispetto agli anni 80, in questa annata perde un po' di eleganza e compiutezza. Dal 1990 gli anni di invecchiamento sono passati a 6 dai 5 precedenti (se non ho capito male). 92/100

Vin San Giusto 1995, 11.5%. 2270 bottiglie prodotte.
Salgono ancora densità e zuccheri. Bel prodotto ma continuo a preferire di un niente il 1986. Chiaramente riassaggiando il 1986 dopo aver bevuto le annate più recenti, si ha una sensazione di scarico. Ma lo stesso si potrebbe dire se bevessi il caricatissimo Kurni 2004 accanto ad un grande francese. 97/100

Vin San Giusto 1996, 11%. 2148 bottiglie prodotte.
Più fruttato, ancora altissima la carica zuccherina. Molto simile al 1995, a tratti indistinguibili. Lo preferisco di pochi millesimi al 1995, ma forse è solo una questione di simpatia per l'annata, sfigata per i rossi ma niente male per il vin santo a San Giusto. 97/100

Vin San Giusto 1997, 11%. 1982 bottiglie prodotte. Siamo arrivati a oltre 400 gr/l di zucchero, dai 200 di 10-12 anni prima, un vero raddoppio. Grandissima densità zuccherina, a tratti eccessiva. Naso metallico. Sicuramente grandissimo in prospettiva, il punteggio salirà. La sensazione è che in questo momento sia meglio attendere per bere annate più vecche. 95/100

Vin San Giusto 1995 particolare. E' una selezione, non in commercio, solo uso privato per il produttore.
Fruttato, marmellata. Densità alimentare, siamo a 500gr/l, al limite del credibile. Probabilmente siamo sui livelli dell'Occhio di Pernice di Avignonesi. La sensazione è quella di tenere in bocca del miele. Solo 6-7%, il resto zuccheri. Direi fuori classifica, comunque un 97/100 orientativo.

Vin San Giusto 1997 particolare. Caramellato. Sempre 500 gr/l zucchero e 6-7%. Ugualmente incredibile e con le stesse caratteristiche del precendente 1995 particolare, appena superiore. Sempre fuori classifica 98/100

Vin San Giusto 1999 particolare. Miele di acacia. Si esplorano i limiti della zuccherinità alcoolica, 550 gr/lt. Iperconcentrato. 96/100

I miei punteggi sono risultati molto controcorrente rispetto ai giudizi dei produttori e degli altri presenti. Mi ostinavo a preferire il 1986 anche in presenza di altissime concentrazioni. E' una questione di gusti, ça va sans dire...
§§§

Una delle bevute più belle mai vissute, i numeri e le note sparse non rendono fino in fondo il clima commosso, il pathos, la sensazione fisica e metafisica di scorrere attraverso gli anni fino all'evoluzione recente di una tipologia storica del nostro Chianti. Diciamo che resta un buon promemoria, anche in vista di future simili bevute. Una la faremo a Castell'n Villa, nel prossimo autunno-inverno, cercando di fare una panoramica sintetica ma sufficentemente ampia dei migliori produttori di vin santo chiantigiano, in annate ormai storicizzate. Mi farebbe piacere poterla organizzare con l'aiuto di alcuni produttori, compresi Luca e Francesco, così restii a spostarsi dal loro splendido capanno...

domenica 22 agosto 2010

LA SOTTOVALUTATA RICCHEZZA DELLA MAREMMA "MINORE"

I Botri - Scansano
Resoconto da Magliano in Toscana, possibilmente mai oggettivo ma con quel quid di passione che non va mai perso. Arrivato in zona Vinellando attorno all'ora di cena, non sono andato per banchi a fare il talent scout, mi sono limitato a quattro produttori. Ma prima era necessario riempire lo stomaco ("il mare mette appetito")...
Dato che la buona cucina territoriale mi piace, e si mangia ancora con più gusto quando il prezzo è calmierato, eccomi tra i tavoli della "Sagra dell'Acquacotta". Ho un debole per le sagre, le feste paesane, sono un modo diretto per entrare nella vita delle piccole comunità. L'armamentario da tavola sarà di plastica ma la cucina della massaie di Magliano è un tesoro di sapori veri e di piatti locali fatti con rispetto.
Visto il nome della sagra, obbligatoria l'acquacotta: un delizioso sottofondo di cipolla, senza pomodori...finita in lampo. Ho voluto riassaggiare la zuppa di funghi, come ogni anno: la mano non è cambiata, sempre eccezionale e con una bella percentuale di porcini. Per finire, una verace e saporitissima rostinciana. Non mi voglio rovinare la bocca e quindi accumulo una gran sete ma rinucio a bere vino non adeguato durante il pasto per essere lucido negli assaggi successivi.
Munito di bicchiere e tracolla, mi aggiro per i banchi e trovo comodo partire con Le Pupille. Morellino Riserva 2008 Poggio Valente. Mi pare troppo segnato dal legno, una cappa che impedisce di capire la materia che potrebbe esserci dietro. Mancavano Saffredi e Solalto, i vini che prediligo dell'azienda, bevuti di straforo in altre edizioni della manifestazione.
Produttore successivo, Fornace di Collecchio, Morellino di Scansano 2009, di pronta beva ma non banale, dove emergono certamente genius loci e passione . Nella Riserva 2007 lo spettro aromatico si allarga e si allunga, conservando il timbro del territorio. Botte grande e regime ufficiosamente biologico, da rivedere l'apporto e l'influenza del saldo di cabernet e merlot e capire fino a che punto si tratti di un'esigenza di equilibrio o se sia una semplice concessione al mercato facile. Da approfondire con calma, anche per capirne l'evoluzione a bottiglia aperta e nel corso degli anni.
Poggio Argentiera. Gianpaolo si è preso una serata libera, ci sono i suoi collaboratori. Peccato, ci avrei fatto volentieri una chiacchierata, particolarmente sull'ultimo acquisto di fermentini e botti di Garbellotto, una bella mossa a prescindere. 
Le nuove tronco-coniche di Poggio Argentiera

E anche per valutare un test su vecchie annate di Capatosta, visto che posseggo ancora diverse bottiglie del 1998-1999-2000-2001, probabilmente ormai "ripulite" del legno nuovo. Intanto Capatosta 2007, buona materia ma difficile da giudicare, visto lo stile barricato che ne penalizza i primi anni di vita in bottiglia (dal 2009-2010 le cose camberanno radicalmente, come detto). Godibile e appagante, come al solito, il Bellamarsilia Morelino 2009, probabilmente la bottiglia che meglio rappresenta la continuità dell'azienda.
A questo punto, la direzione è obbligata, banco 27, urgono assaggi de I Botri di Ghiaccioforte e chiacchierata rigenerante con Giancarlo Lanza, il titolare-agronomo-enologo. Per me, il migliore a prescindere: per filosofia, comunanza di idee (mi viene da dire "uno di noi"), trasparenza nell'approccio, chiarezza negli esiti. E perchè fa vini buoni e leggibili per chiunque, mai banali, mai fuori registro. Con il solo "difetto" di mettere pochissima solforosa (con gli anni di invecchiamento diventa una sorta di testa o croce).
Giancarlo Lanza

Follatura delle vinacce
Biologico da tempi non sospetti, da subito. Certificato già da 16 anni fa. Come Paolo Cianferoni, produce vino biologico innanzitutto per berselo ai pasti, senza problemi di salute. La migliore garanzia di sanità: diffidare dai produttori astemi! Tutto questo sarebbe aria fritta, se gli assaggi non confermassero e potenziassero le buone indicazioni di partenza. I Botri  Riserva 2005 (sangiovese 85%, ciliegiolo 10%, alicante 5%) ha una pienezza di frutto, bella sapidità, un approccio gustoso e progressivo, con i tannini che si allargano con compostezza su tutta la lingua fino ad un finale equilibratissimo. Discorso sostanzialmente invariato per I Botri Riserva 2006. Una bella sorpresa per il bianco Ghiaccioforte 2009 che ancora non conoscevo, trebbiano + malvasia  + vermentino, la smentita di un luogo comune che vuole le terre toscane come negate per i bianchi. Giancarlo invece ci crede, insiste, rilancia. Ottima mineralità, personalità, consueto rigore e trasposizione liquida del pathos delle colline scansanesi.
Finisco la lunga chiacchierata con una promessa, l'obbligo reciproco di  rivedersi in azienda per una verticale, in ottobre-novembre. La vendemia avverrà da fine agosto - primi settembre, in autunno sarà certamente più libero. 
Mi allontano a malincuore, portando con me un senso di gratitudine e rispetto, un'ammirazione convinta. Adoro questo tipo di produttori. Sarebbe sacrilego rovinare queste belle sensazioni. Evito quindi di bere altri vini o parlare con altri produttori, direi che è un ottimo finale di serata e uno stimolo a tornare anche il prossimo anno.

venerdì 20 agosto 2010

VINELLANDO 2010 a Magliano in Toscana

A Magliano in Toscana (GR), da Venerdì 20 a domenica 22 agosto si svolge come ogni anno Vinellando, rassegna di produttori dell'area del Morellino di Scansano.
Il costo è di 5 euro compreso il calice, poi degustazione libera di 28 produttori vinicoli, oltre agli assaggi di molti prodotti enogastronomici della zona (alcuni imperdibili!).
Andrò, come molte volte negli ultimi anni,  se non altro per tornare a salutare Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera e riassaggiare I Botri di Ghiaccioforte. In avanscoperta, per vedere di organizzare una verticale di Vigna ai Botri Riserva per l'Enoclub, è da un pezzo che ci sto pensando...
Sotto trovate il link per qualche info in più. Se non è cambiato qualcosa, la manifestazione si effettua SENZA il contributo del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano , assente come negli anni passati. Non c'è traccia di notizia sul sito nè logo nel manifesto. La cosa è già stata fonte di ampie polemiche negli anni passati, vedi per esempio qui.


In foto, Piazza della Repubblica, dove saranno allestiti i banchi di 16 produttori. Altri 12 produttori saranno nell'attigua piazza della Libertà (foto tratta da: http://www.agriturismoverde.com)
Produttori presenti:
Mantellassi
Mandorlaie
Poggio Argentiera
Boschetto di Montiano
Grillesino
Bruni Paolo
Vgnaioli del Morellino
Poggio Bestiale
Fattoria di Magliano
Castellaccia
Loacker
Santa Lucia
La Selva
Poggio Brigante
Fornace di Collecchio
Le Pupille
Marianna
Col di Bacche
Celestina Fè
Terre di Talamo
Asintone
Lecceta del Sarto
Massi di Mandorlaia
Casali di Maremma
Tronchi
Pietramora
I Botri di Ghiaccioforte
Tenuta Ammiraglia-Frescobaldi

giovedì 19 agosto 2010

SIMPLICISSIMUS, UN NUOVO SPAZIO


Alla famiglia della Simplicissimus Blog Farm appartengono già diversi amici dell'Enoclub Siena.

La dinamica Stefania Pianigiani riesce giornalmente a relazionarci su un suo viaggio o scoperta enogastronomica. Quando proprio è a corto di argomenti, fa dissertazioni dotte su quello che sarebbe il suo vero lavoro, la cura di fiori e piante. Non riesco a capacitarmi di come riesca a  non tralasciare nulla: lavorare, tenersi aggiornata su TUTTI gli eventi in un raggio di almeno 100 Km, partecipare ad alcuni di essi e relazionarci giornalmente nel suo blog. Una vera donna bionica! E lo dico con vera ammirazione e affetto, ovviamente... ;-)

Andrea Pagliantini è un'amicizia recente, ci sia incrociati la prima volta alla degustazione dei vecchi rossi di Radda, i primi di giugno. Memorabile l'esordio, quando Enrico lo ha squadrato e gli ha detto “Io a te ti ho già visto: hai la faccia da blogger”. Al che Andrea l'ha mirato in viso con una sguardo che stava un po' tra l'interrogativo, il truce e il natural born killer. Enrico ha risposto con un'altra faccia del tipo “Che ho detto, aiuto...”?! :-))) Un dialogo di sguardi tra i più comici che ricordi, in assoluto!
Ecco, Andrea mi pare un po' così, saggio e un po' schivo. “Faccio un blog ma poi non è detto che abbia sempre voglia di comunicare, quindi all'occhio...”. :-)) Leggo con vero piacere e interesse le sue dissertazioni di agronomia pratica, le cronache di vita di campagna e le polemiche con i suoi vicini di terreno. Con una certa invidia, considerando la bellezza dei luoghi in cui ha avuto la fortuna di vivere. Fin dai primi scambi di mail ho capito di avere conosciuto una persona speciale, con cui c'è molta comunanza nell'approccio militante al vino e all'agricoltura in genere. Una ricerca di un modo nuovo di comunicare, scevro di paroloni e iper-tecnicismi e che torni all'essenza del piacere e dei rapporti tra i singoli individui. I silenzi sono importanti quanto le parole e spesso una sola parola e una bella foto dicono più di due cartellette di descrittori e “supercazzole”, come piace dire a lui. Il 12 settembre faremo un bel pranzo da lui, non vedo l'ora!

Andrea Gori, la star della comunicazione del vino su internet. Sveglio, veloce, preparato, strutturato. Smanettone e aggiornato, si muove con intraprendenza in rete e fuori, agli eventi di settore, telecamera alla mano, tra assaggi e interviste. Certamente un ottimo comunicatore. Talvolta un comunic-attore, nelle serate a tema che presiede. Magari non siamo perfettamente in linea sul modo di vedere il vino, ma diciamo che si può ben convivere e interagire. Inoltre, Andrea ha la fortuna di avere in famiglia il cuoco che sa preparare la miglior bistecca alla fiorentina che abbia mai provato, il fratello Paolo, colui che eredita dai parenti stretti i saperi e la saggezza del buon desinare fiorentino. La prima volta da Burde è più di un'esperienza, è una rivelazione. Merita il viaggio anche solo per la bistecca: chi è andato sa che non è piaggieria, chi non è andato capirà...

Degli altri blogger della farm alcuni li conosco di fama, altri li conoscerò con il tempo. E' per me un onore e un grande piacere essere ospitato nello stesso grande contenitore, nella Blog Farm. Avrò anch'io uno spazio da gestire, a nome mio e dell'Enoclub Siena. Sarà un angolo di riflessione, di rendiconto dell'attività dell'associazione e del mio personale impegno da “volontario permanente” nel mondo del vino...
Questo l'indirizzo:

Si parte!

martedì 17 agosto 2010

ENOCLUB SIENA: Chi siamo e cosa facciamo

ENOCLUB SIENA: Chi siamo e cosa facciamo: "
Ho veramente un bel ricordo del pranzo da Osticcio per i Barolo 96. Curiosità e il piacere del confronto erano i tratti salienti della degustazione, grazie anche alla piacevole presenza di alcuni produttori di Montalcino e non solo.
In attesa della prossima degustazione saluto tutti e in particolare il presidente, vero e proprio deus ex machina dell'Enoclub Siena

UN ESEMPIO DI APPROCCIO NON CONVENZIONALE: VINO E CONTRADE

Oltre che su Radda, l'attività dell'Enoclub Siena si è ultimamente molto concentrata sul progetto educativo nelle Contrade di Siena, con serate di degustazione gratuita di alcuni produttori di qualità della nostra provincia. I primi contatti sono stati faticosi e i rischi di fraintendimenti frequenti (“che vendete?”), ma siamo comunque riusciti ad organizzare delle belle serate di degustazione. Piccoli eventi, come piacciono a noi, dove non si perde mai il contatto diretto e la selezione della qualità. Sono state tre le Contrade con cui il progetto si è sviluppato con più scioltezza e che per prime sono state disponibili a questo esperimento. Per questo motivo, un ringraziamento particolare va a Stefania Bugnoli del Nicchio, Nicola Biccellari della Lupa e Valentina Bernardi dell'Istrice, presidenti di società delle rispettive Contrade.
5 agosto 2010 - Società Il Leone, nell'Istrice. Banco di assaggio
Personalmente ho dedicato con gioia molte ore di lavoro non retribuito per riuscire ad organizzare nel migliore dei modi queste serate. I contatti con enti ed istituzioni, le lunghe telefonate a spiegare l'idea, la ricerca di contributi per far sì che la manifestazione fosse totalmente gratuita per contradaioli e cittadini. Un aprirsi alla città e alle Contrade che fa bene al cuore. Soprattutto quando, dopo un lavoro intenso e oscuro, leggi la gratitudine negli occhi dei produttori che partecipano e nelle persone che vengono a scoprire i vini della provincia, di solito di difficile accesso. Questa difficoltà di comunicazione ha molti motivi, inutile stare a dilungarsi. Il fatto nuovo e bello è che Vino e Contrade ha consentito questo contatto tra città e territorio, senza per questo diventare occasione per abusare dei prodotti enogastronomici generosamente offerti dai produttori e dalle Contrade stesse.
Per tutti è stata una novità. Abbiamo fatto conoscere il nostro tipo di approccio ormai canonizzato: poche parole calibrate per spiegare cosa si beve e i motivi delle scelte. Dopodichè la conoscenza diventa un'esperienza personale, sensuale, tra il vino e chi lo beve. Serviva un primo approccio e non doveva essere di tipo accademico e meno che mai censorio.
Un' ulteriore soddisfazione è arrivata quando sono state le stesse Contrade a chiedere nuovi incontri ed approfondimenti. Proprio il fine che si perseguiva, avviare un rapporto nuovo, una comunicazione tra noi e le Contrade, tra i viticoltori e la città. Un primo passo è stato fatto. Avanti così, con più fatti che parole, finalmente! :-)

domenica 15 agosto 2010

Radda in Chianti, un rapporto privilegiato


Caparsa, agricoltura eroica: vigne tutte esposte a nord
L'attività del gruppo di appassionati dell'Enoclub Siena ha finito per ruotare spesso attorno a Radda in Chianti, area da sempre naturalmente vocata per la produzione di grandi vini rossi. Molte le visite fatte alle cantine e alle vigne dei produttori. Lo splendido sabato della verticale di Pergole Torte 1981-1997, ospiti di Martino Manetti a Montevertine. La cena a Le Panzanelle insieme Paolo Cianferoni di Caparsa con la significativa verticale di Chianti Classico Riserva Doccio a Matteo 1997-2006.
Le degustazioni di livello fatte con Martino, come la bella sfida Pergole Torte Ris. 90 vs. Brunello  Riserva 90 Soldera, da Arnolfo. O la bella verticale parallela tra Pergole Torte e Percarlo. E la più recente orizzontale sui chiantigiani 1985.





Gli stretti rapporti amichevoli con Michele Braganti di Monteraponi e Roberto Bianchi di Val delle Corti. I frequenti assaggi da botte in cantina da Paolo e da Michele.
E ancora, la partecipazione attiva all'ultima edizione di Radda nel Bicchiere con una bella panoramica di vecchi rossi raddesi, commentati direttamente dai produttori che si alternavano al tavolo di degustazione. E l'ormai famosa cassetta, realizzata per l'occasione
Più di recente, l'amicizia con Piero Lanza del Poggerino, dopo la fulminante rivelazione qualitativa del suo Riserva Bugialla 1999. E ancora, tanti giri per vigne a parlare di sovesci, di grandine, di peronospera, di zolfo...
Resterà un bel ricordo dell'estate 2010 la stretta collaborazione per la prima edizione dell' iniziativa Vino&Contrade. Fino alla recente panoramica di rosati del Chianti nella Contrada della Lupa, con la presenza di tre rosè raddesi e la partecipazione diretta di Roberto Bianchi.
Che dire: è bello pensare ad un paesino arroccato sui monti del Chianti, alle sue vigne "in quota"; ai suoi vignaioli e alle loro giornate stivali ai piedi, sul trattore a imprecare contro il fango,  in cantina a fare travasi., al telefono a lottare per avere il giusto. Pensare al meraviglioso Baron'Ugo 2007 che riposerà in cantina ancora per un anno e mezzo, alle tante annate di Doccio a Matteo in botte e in bottiglia, alla bella cantina storica di Martino, a Roberto che lotta per trovare spazio alle sue botti. E pensare a tutto questo sapendo che il patrimonio di verità che ancora Radda conserva è in buone mani. E che abbiamo stretto tante volte queste mani.  E che queste sono le mani dei nostri più cari amici.
Martino Manetti - Montevertine (foto di Andrea Pagliantini)
Michele Braganti - Monteraponi
Paolo Cianferoni - Caparsa
Roberto Bianchi - Val delle Corti

Foto di Enrico Pacciani



venerdì 13 agosto 2010

Chi siamo e cosa facciamo






L’Associazione Enoclub Siena nasce dalla volontà di un gruppo di appassionati. L'obbiettivo che ci proponiamo è quello di approfondire e diffondere la cultura del Vino.



Il punto di partenza è la consapevolezza di vivere in uno dei territori (il Senese e la Toscana in genere) a maggiore vocazione vitivinicola del mondo. Sinergia di competenze e passione tra produttori, operatori del settore, collezionisti e semplici consumatori evoluti, soci nel progetto con pari dignità.


L’Associazione è aperta a chiunque voglia scambiare opinioni con altri appassionati ed operatori, bevendo in incontri a vario livello di impegno (sia economico che conoscitivo), quindi porte aperte per il neofita come per il tecnico esperto, senza complessi di inferiorità o superiorità, il confronto sarà sempre all’insegna del rispetto e della disponibilità ad ascoltare e raccontare.


Un approccio al vino consapevole, responsabile, intellettuale ed etico, privilegiando il territorio all’industria, la qualità alla quantità.
Il vino come veicolo di conoscenza della natura profonda dell’ambiente agricolo, della ricchezza del terreno in cui la vite mette radici, della storia del luogo in cui nasce, degli uomini che contribuiscono a realizzarlo.


A livello concreto, il tutto si traduce in progetti di iniziative conoscitive: degustazioni tematiche, ricerca e comunicazione con e tra i produttori, eventi educativi, esposizioni, manifestazioni ed eventi no profit, legati al mondo del vino e organizzati con la collaborazione stretta e amichevole dei produttori ed operatori del settore.

Attualmente siamo arrivati 39 soci iscritti, trentanove persone che condividono un progetto di comunità del vino ambizioso ma realistico. Coinvolgere un numero sempre maggiore di appassionati che da soli non potrebbero accedere a bottiglie rare o troppo costose; non riuscirebbero a bere e pasteggiare in convivialità con i produttori che apprezzano; non saprebbero con chi condividere un'emozione o passare una serata in luoghi esclusivi.
Siamo così: appassionati e spontanei, pronti a rimetterci tempo e risorse, se questo serve ad avere un amico in più.

E molto altro ci sarebbe da dire, ma meglio non scoprire subito tutte le carte, altrimenti il blog a cosa serve... ;-)

Davide Bonucci

- Nella foto in alto, la cassetta Radda riservata ai soci per il 2010, realizzata con il contributo fattivo e amichevole di Martino Manetti di Montevertine, Michele Braganti di Monteraponi, Paolo Cianferoni di Caparsa. Etichette di Alessandro Grazi. Parte della somma raccolta devoluta in beneficienza alla Fondazione Corti, a favore del Lacor Hospital in Uganda. -
- Nella foto sotto, tipica tavolata degustativa dell'Enoclub Siena. In quell'occasione, una degustazione di dieci Barolo 1996, in compagnia di cinque produttori chiantigiani e ilcinesi. A Montalcino, da Osticcio.
Per INFO su calendario, promozioni, modalità di associazione, per ricevere la newsletter e altro:
cell: 331-1078464
enoclubsiena@gmail.com

Forum: http://vino.forumfree.it
Barolo 1996 da Osticcio, Montalcino   (Foto di Francesco Sarri)